Il virus porta in dote la realizzazione di un sogno di molte generazioni: il drive in. I nuovi film si guarderanno in auto e in due

C’era una volta in America il drive in, mentre da noi c’era il cinema dell’oratorio. Erano il territorio perfetto per far nascere una storia con il favore del buio, ma è evidente che dall’altra parte dell’Oceano il fascino era decisamente maggiore. Noi dovevamo invece accontentarci di sognare la possibilità di guardare un film nell’intimità della propria auto.

Ma una sessantina di anni più tardi il sogno di milioni di adolescenti degli anni Sessanta diventa realtà, con la complicità di un virus. Se i cinema, quelli classici, non favoriscono il distanziamento fisico, mentre l’auto è diventata uno tra gli ambienti più salubri e sicuri, basta fare 1+1 e avere servita la soluzione che salverà il mondo del cinema. Presto, quindi, i drive in potrebbero aprire un po’ ovunque da noi, mentre negli USA non sono mai morti.

Sarà sufficiente un megaschermo, un parcheggio in grado di ospitare una cinquantina di auto e il gioco è fatto. Prenotazione online, ingresso automatico con codice a barre, ritiro delle casse audio senza fili da posizionare sulla plancia, e si è pronti per vedere il film scelto. Senza dover fare i conti con le persone della fila davanti che ostacolano la visuale, con la possibilità di parlare liberamente durante la proiezione, e non solo…

Il cinema potrebbe quindi tornare a essere l’habitat naturale della pomiciatina, con un gusto tutto nuovo. Anzi antico. Perché dopo il film che cosa c’è di meglio che continuare la serata in stile American Graffiti o Grease? Il McDrive vince quindi per una volta sul ristorantino di tendenza (con il portafogli che ringrazia). E poi? Al classico «da te o da me?» si aggiunge la possibilità di sfruttare fino in fondo tutta l’intimità dell’auto, fosse anche nel box sotto casa. Come piaceva tanto a mamma e papà.

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valerioboni@coppiaperfetta.it

Sempre in moto, nel senso di movimento ma anche di veicolo motorizzato a due ruote, dal 1977. In oltre 40 anni ha percorso più volte il giro del mondo per provare tutto quanto abbia le ruote e/o un motore, per raccontarlo ai lettori delle riviste per cui lavora. Nonostante abbia superato la soglia dei 60 anni ha sempre il passaporto e uno zaino pronti per ogni evenienza, che puntualmente si verifica, sotto forma di inviti, più o meno convenzionali. Ha iniziato a lavorare con macchine da scrivere e telex, ma ha saputo surfare l’onda della tecnologia, prima da giovane freelance, poi da giornalista professionista nella redazione di un grande editore, e da cinque anni nuovamente libero, anche se non più teenager. La passione di Valerio sono le moto, non importa di quale cilindrata, da 50 a 1.800 cc, tuttavia per lavoro (e per piacere) guida tutte le auto più nuove appena escono. Senza trascurare biciclette, e-bike, quad, jetsky, camion, trattori, kart, motoscafi e (perché no?) bob e...

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