L’amore non va al miglior offerente

The best offer, La migliore offerta, è un thriller enigmantico (David di Donatello 2013) scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, con protagonista l’attore premio Oscar Geoffrey Rush (Shine 1997).
Il contesto di riferimento è il mondo delle aste nel quale Virgil Oldman è un richiestissimo battitore.

Con la complicità dell’amico di vecchia data Billy (Donald Sutherland), Virgil riesce a impossessarsi a basso costo di molte tele dal valore inestimabile.

Ossessionato dalla figura femminile, il protagonista nel corso degli anni raccoglie una collezione impressionante di ritratti di donna, custoditi gelosamente in una stanza segreta della sua casa.

E poi arriva lei…

Un giorno una misteriosa ragazza lo chiama per valutare la lussuosa villa dei genitori, scomparsi da poco. Ma Claire Ibbetson (Sylvia Hoeks) buca gli appuntamenti e si fa sentire solo al telefono, diventando per Virgil un amore immaginato, proprio come le sue tele di donna.

Claire, bellissima ventisettenne, si insinua abilmente nella vita dell’attempato Virgil e gli confessa di essere chiusa nella villa dei genitori dall’età di 15 anni, in quanto sofferente di agorafobia, stabilendo così una grande complicità con il protagonista.

E qui inizia il gioco dell’avvicinamento, del “vedo non vedo” che attizza e intriga. Claire rivela a poco a poco il suo bellissimo corpo e Virgil
perde letteralmente il senno, ossessionato dalla sua perfezione.

È lei la donna da avere, come una tela all’asta, perché la ama e tutto il resto, come accade, diventa meno importante.

Virgil non riesce più a gestire il rapporto con distacco e le confessa il suo amore, che si tramuta in una relazione segreta (leggi: lei ci sta).

L’unica persona al corrente della vicenda è Robert, un giovane restauratore di vecchi marchingegni, al quale Virgil si affida per ricostruire un antico automa meccanico, un rarissimo originale di Jacques de Vaucanson.

Virgil e Claire diventano coppia perfetta

Cenano a quattro con Robert e la bella fidanzata Sarah e tutto pare essere diventato “normale”. Una svolta epocale per Virgil che si reca a Londra per battere la sua ultima asta e ritirarsi dalle scene per dedicarsi al tesoro più grande che ha scoperto: Claire.

Ma il rientro avrà il sapore amarissimo dalla disperazione. Virgil troverà la casa vuota e la sua stanza segreta derubata di ogni tela.

Un colpo tremendo per il nostro protagonista innamorato che cadrà nell’oblio della delusione amorosa, ben superiore a quella di avere perso una collezione dal valore inestimabile.

Il finale resta aperto, come il cuore di chi ama. Chi aspetta Virgil in un locale che risuona al ticchettio di mille orologi? Forse lei? Chissà.

Guardatelo per la trama geniale e per ricordarci di vivere l’amore,
il tesoro più grande che abbiamo.

La trama, curiosità

Giuseppe Tornatore pare essersi ispirato alla pièce teatrale Diana e la Tuda di Pirandello che racconta l’ossessione dello scultore Sirio Dossi che vuole scolpire una perfetta Diana usando come modella una ragazza di nome Tuda.

L’ossessione per la perfezione, però, lo spingerà a costringere Tuda a sedute estenuanti, fino a sposarla pur di averla sempre a disposizione.

Risultato? La bellezza di Tuda sfiorisce senza che lei abbia vissuto e Sirio viene ucciso nel tentativo di salvare la sua statua. 

 A presto con altre pellicole di cinema therapy.

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vale.raffa@libero.it

Valeria, imprenditrice eclettica, si diploma in scenografia teatrale e televisiva all’Accademia di Belle Arti di Brera. Creativa appassionata di cinema e design fonda nel 2009 un’agenzia di branding e comunicazione alla quale dà un nome non a caso cinematografico: Cabiria. Con l’ascendente in bilancia, amante del bello e della natura, crea nel 2019 Amaze Naturally Independent, un brand beauty che rivendica bellezza e indipendenza oltre ogni genere di appartenenza. Con un libro in corso e tanta voglia di scrivere, da sempre crede nel cinema come terapia anche nella vita.

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