Voglia di una giornata da trascorrere insieme in luoghi di silenzio ma anche ricchi di arte e cultura? Partite alla scoperta dei chiostri che si trovano tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Luoghi di meditazione e d’arte da cui lasciarsi incantare passeggiando mano nella mano.

PARMA

Assieme alla Cattedrale di Parma, il Monastero di San Giovanni Evangelista è uno scrigno di arte e di storia che non conserva solamente la splendida cupola affrescata dal Correggio e la Storica Spezieria.

Tra i segreti meglio custoditi dalle possenti mura del complesso benedettino risalente al X secolo, ci sono ben tre chiostri, un’autentica oasi di pace nel centro storico della città, accessibili sulla destra dell’uscita della chiesa.

Il primo chiostro, detto di San Giovanni o della Porta, del 1537 presenta un porticato a colonne ioniche, una fontana centrale e resti di affreschi del tardo Cinquecento, come quelli di Leonardo da Monchio ed Ercole Pio, del 1579.

Da qui si accede alla Biblioteca Monumentale, divisa in tre navate, con il soffitto composto di diciotto volte a tutto sesto.

Strabiliante il programma pittorico dall’Abate Stefano Cattaneo da Novara, che comprende cinque carte geografiche, la genealogia di Cristo e tre cronologie, quattro spazi con illustrazioni delle costruzioni archetipiche dell’Antico Testamento, la celebrazione della vittoria di Lepanto, la decorazione delle volte a grottesche e quella delle lunette sopra le due porte.

Sotto la loggia il chiostro successivo, detto del Capitolo, mentre il più grande dei tre è però il Chiostro di San Benedetto, costruito tra il 1508 e il 1512 con un portico di 36 colonne, ognuna delle quali separata dalla successiva da 26 tondini con figure di santi realizzate Giovanni Battista Merano e Tommaso Aldovrandini alla fine del Seicento.

PIACENZA

I 700 anni dalla morte di Dante forniscono lo spunto per una visita all’Abbazia di Chiaravalle della Colomba, inserita nei due Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa “Via Francigena” e “Route Européenne des Abbayes Cicterciennes” e fondata all’incirca nel 1.136 nei pressi di Alseno dallo stesso San Bernardo, che del Sommo Poeta fu l’ultima guida in Paradiso.

L’integrità mantenuta dal trecentesco chiostro quadrato che costituisce il cuore della struttura, il cui nome deriva dalla leggenda: pare che fu una bianca colomba a delineare con delle pagliuzze depositate davanti ai monaci il perimetro della futura costruzione.

Magistrali sono i raccordi e i ritmi contrappuntati di elementi che si moltiplicano per combinarsi in un tutt’uno di sublime coerenza: le simbologie cifrate si insinuano nelle 24 partizioni a quadrifora, così come nelle 96 arcatelle ogivali, nelle 130 colonnine binate in marmo rosa di Verona, nei 20 speroni a contrafforte avanzati e nella cornice ad archetti e tortiglione.

Specie alla luce di alcune precise ore del giorno, una passeggiata lungo i 40 metri dell’anello claustrale, evoca un passato di meditazione monastica, favorita dal contrasto tra rigore esistenziale e splendore artistico.

REGGIO EMILIA

C’è la mano inconfondibile di Giulio Romano in quel meraviglioso esempio di complesso monumentale del Rinascimento che sono i Chiostri di San Pietro, nel centro storico di Reggio Emilia.

Nel cuore dell’antico monastero, colpiscono per la complessità progettuale e l’eterogeneità del disegno. I due chiostri, recentemente restaurati, sono un trionfo di volte a botte e cupolette angolari, bifore, timpani e lesene scanalate.

Le colonnine binate in marmo rosso e bianco del Clemente e le decorazioni murarie del Moresino completano il colpo d’occhio di questa oasi di pace.

Oggi un percorso poliedrico, uno spazio espositivo, un centro culturale di rilievo internazionale, un luogo di partecipazione e confronto, ma anche di socialità e innovazione aperta.

E persino sito di co-working con comode postazioni progettate per fornire spazio, servizi informatici e tecnologici, momenti di pause con uno spazio food e caffetteria.

Info: www.visitemilia.com

 

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paolatrotta@yahoo.it

Giornalista di Lecce, romana d’adozione. Dopo la Laurea in Lettere e Filosofia indirizzo Dams all’Università di Bologna nel 2001, inizia la sua esperienza ventennale nel campo del giornalismo e della comunicazione, cartacea, Tv e web (settori: musica, Tv, cinema, spettacolo, turismo/viaggi, beni culturali, arte, architettura, design, food&wine, moda, life style, benessere, attualità, istituzionale) che sono le sue passioni della vita da sempre. Da programmi Tv a Mediaset è approdata ai giornali cartacei come Corriere della Sera/Corriere del Mezzogiorno, Quotidiano di Puglia, OffIlGiornale, a riviste come Diva e Donna, Lei Style, Ora magazine, Settimanale Voi. Uno dei suoi settori di punta è il turismo, con una specializzazione universitaria ad hoc, che l’ha portata a collaborare con Assessorati al Turismo di Enti Pubblici, e scrive per "TTG Italia" agenzia di stampa turismo (Italian Exhibition Group Spa - Fiera Di Rimini), Hotelmag e Turismo d'Italia di Federalberghi.

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