In linea di massima il cosiddetto “mi vorrei asciugare” e allo stesso tempo “tonificare” un po’ è tra le richieste più diffuse.

Noi trainer facciamo fatica a spiegare che una cosa è lavorare in palestra per un’ora e mezza con criterio e sotto nostra attenta supervisione, ben altra è organizzarsi per le restanti 22 ore e mezza con una responsabilità e un rigore che non potremo rintracciare nei comportamenti di chi alleniamo.

Ho seguito clienti super responsabili che da soli si autogestivano, altri ai quali nemmeno il messaggio minaccioso su whatsapp era sufficiente per evitare chiusure e riaperture continue del frigorifero in piena notte.

La domanda quindi è

Che cosa accadrà in quel lasso di tempo, ovverosia da un allenamento a quello successivo, indipendentemente da come questo si svolgerà, una volta concluso il lavoro da noi previsto?

Chi può permettersi un trainer ventiquattro ore su ventiquattro con la frusta in mano a controllare ogni nostro “attacco” ai junk-foods?

Perché la vittoria contro i grassi è nascosta tutta lì.

Ciò premesso, il tema dell’allenamento bruciagrassi potrebbe a questo punto (quasi) chiudersi qui: infatti, il settanta per cento dei risultati in termini di definizione, tonicità, armonia, qualità del muscolo (e onestamente fa poca differenza se si tratta di gluteo o addominali), dipenderà dal nostro approccio alla tavola.

Ma saltiamo subito all’allenamento.

Step numero uno: senza addentrarci troppo nei numeri e nei tecnicismi, è opportuno capire che quando nei meccanismi del workout entrano grandi quantità di ossigeno, il volano bruciagrassi sarà avviato.

È la ragione per cui ogni programma che abbia come obiettivo la perdita di peso ha l’attività cardio come co-fattore essenziale.

Step numero due: fermo restando che nell’arco di un allenamento a base cardio, e quindi con bike, tappeto o ellittica vi sarà grande dispendio calorico, è ancor più vero che nell’extra-training-time saranno più produttive le sequenze a circuito: fasi cardio alternate a fasi con gli attrezzi.

Perciò non dovremo concentrarci tanto su quante calorie stiamo bruciando nel corso dell’allenamento di “quel momento”, vera e propria fissazione che noi trainer facciamo fatica a spiegare, ma “quanto riusciremo realmente a sferzare il metabolismo nel tempo successivo all’allenamento”, il che è un po’ come aumentare la cilindrata del nostro motore per bruciare più benzina, cioè le calorie trangugiate.

Ultimo step: ove l’autodisciplina alimentare sia davvero rigorosa, si può eliminare molto grasso corporeo anche con poca corsa o bicicletta (alcuni riescono persino senza attività cardio, ndr), ma il sacrificio di fondo, in qualsiasi piano strategico bruciagrassi, è evitare… la pizza troppo spesso o, almeno, saltare il gelato alla fine.

Se invece non si può proprio fare a meno di tutti e due, l’equazione è semplice: si aumenteranno le sedute cardio e, come detto prima, il più possibile “circuitate”.

Roberto Romano, Brand Manager Walkstreet for fitness www.walkstreet.it

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robyromano@hotmail.com

Laureato in relazioni pubbliche allo IULM, nella vita mi divido tra la scrittura di articoli di fitness come blogger e come contributor per magazine nazionali – tra cui Il Sole 24 Ore Sport, Vanity Fair, Sorrisi & Canzoni, Men’s Health e Starbene - attraverso i quali divulgo la cultura dello stare in forma, e la riorganizzazione gestionale di centri fitness e il recupero di impianti sportivi in difficoltà in qualità di gym manager. Quando ero un modello allenato e sportivo ho studiato esercizi e tecniche di allenamento che oggi costituiscono il patrimonio che trasmetto tutti i giorni ai personaggi del mondo della moda, della tv, dello spettacolo e della finanza che seguo one-to-one come coach-trainer e alle migliaia di persone che mi leggono sui magazine e sul mio sito (www.ptonline.it). La mia fitness-philosophy con le mie opinioni sull’universo fitness adesso è anche su Coppiaperfetta. Stay tuned.

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