“Non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica: più le si vuole bene, più diventa ribelle”. E’ ciò che dice Holly (Audrey Hepburn) al paziente Paul (George Peppard) nel mitico film “Colazione da Tiffany” (1961). Una situazione che troviamo spesso nelle trame dei successi di Hollywood così come nella nostra vita di coppia: è la danza delicata tra il “fondersi” e il “separarsi”; talvolta è una storia tra chi fugge e chi rincorre con affanno. Vediamo cosa fare per muoverci in una seducente altalena (vicino – lontano), nel rispetto dei bisogni della persona amata.

Può essere molto difficile in un momento in cui siamo costretti a rimanere in casa e a condividere lo spazio dell’appartamento. Ma non è solo una questione di metri quadrati, perché quando torneremo a circolare liberamente dovremo comunque gestire i “confini” nella nostra relazione.    

Nella relazione di coppia è importante essere consapevoli di due paure profonde, che tutti noi abbiamo in varia misura: la paura dell’abbandono (separazione, distacco, ecc.) e, al polo opposto, la paura di essere inghiottiti, fagocitati, la sensazione che l’altra persona stia con il “fiato sul collo”.

Nel primo caso vogliamo essere certi che la persona amata non se ne andrà mai. Nemmeno per poco tempo. Nel secondo caso c’è la paura di perdere una parte di noi; vogliamo avere “spazio” (non solo fisico) per il nostro agire. Sono sensazioni collegate ai timori di essere, in qualche misura, manipolati, controllati.

E’ vero che alcuni di noi sono – tendenzialmente – più orientati verso la prima tipologia e altri verso la seconda, ma è bene tenere presente che tutti noi cambiamo stato d’animo costantemente e possiamo oscillare – anche dal mattino alla sera – tra questi due “poli” estremi. Inoltre, i due “poli” rappresentano bisogni fondamentali della vita: da un lato c’è il desiderio di tenerezza, calore, comprensione, vicinanza, intimità. E’ il sano e sacrosanto bisogno di fusione. Dall’altra parte c’è l’altrettanto sacrosanto bisogno di libertà.

In un matrimonio, in un fidanzamento o in qualunque altro tipo di relazione, questa è la dinamica del saper modulare i confini. Non è sempre facile. Soprattutto in questo periodo di “tutti a casa”. E dopo? Prestiamo attenzione: più vicini, e poi un po’ più lontani. Come in una danza. Cerchiamo di essere una coppia perfetta? Step by step. Ed è fondamentale nella fase di corteggiamento: niente pretese. La sfida dell’amore è rimanere aperti.

Lo psichiatra americano Thomas Trobe (più noto con lo pseudonimo di Krishnananda, autore di “A tu per tu con la paura”, Feltrinelli) ha scritto: “Le nostre relazioni sono uno specchio fedele del nostro livello di maturità e fiducia. E sono una palestra in cui possiamo veramente allenarci”.

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abarbangelo@tiscali.it

Giornalista e web writer. Antonio Barbangelo vive e lavora a Milano, ama il mare e i profumi delle colline toscane. Giornalista professionista dal 1989, scrive di economia, marketing, comunicazione, psicologia. Impara il “mestieraccio” parlando di ambiente in una radio privata e collaborando col settimanale Il Mondo (Rizzoli); poi lavora nelle redazioni di GenteMoney, BancaFinanza, ItaliaOggi, L’Impresa. Si è occupato di editing e ghostwriting per banche e compagnie assicurative; nel 2009 ha scritto Pausa Caffè (Egea Editore), un libro sul mondo della distribuzione automatica. Ascolto e curiosità sono i suoi ferri del mestiere preferiti. Negli ultimi anni si è fatto catturare dalla passione per diari e autobiografie, con la complicità del prof. Duccio Demetrio, fondatore della LUA, la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo).

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