A proposito di coincidenze incredibili, vorrei raccontarvi qualcosa che mi è capitato personalmente.

Una delle mie amiche più care si è trasferita all’estero per amore l’anno in cui è nato mio figlio e, nonostante il sentimento eterno che ci lega, le occasioni di frequentarci divennero pressoché inesistenti.

Qualche anno dopo, un pomeriggio qualunque, in preda a un istinto di evasione dalla quotidianità di mamma casalinga, affido frettolosamente a mio marito i bambini ed esco di casa correndo, come per un impegno urgente.

La mia meta era un quartiere “emergente” dall’altro capo della città, ne avevo sentito tanto parlare e mi aveva incuriosita; con poco tempo a disposizione, non riuscivo a rallentare anche senza nessun reale appuntamento. Giunta a destinazione dopo parecchie fermate di metropolitana, riprendo a respirare con calma e a godermi la mia ora di libertà.

Vagabondando in una via lontana da casa, dove non sono mai stata prima, vengo affiancata da un’auto che accosta a qualche metro da me e dalla portiera sbuca una scarpa gialla che mi spinge ad alzare lo sguardo; mi trovo davanti la mia amica di tutta la vita, arrivata in quell’istante in città per un impegno imprevisto.

Ci abbracciamo a lungo incredule, incapaci di spiegarci un incontro tanto improbabile da sembrare orchestrato apposta per noi due da non si sa bene chi, a conferma del valore immenso e indiscutibile della nostra amicizia.

Allora non sapevo che questo genere di coincidenze significative sono state definite da Gustav Jung “sincronicità” e che Robert Hopcke ha dedicato alle convergenze di eventi sincronistici il suo libro Nulla succede per caso.

Secondo Hopcke, la nostra esistenza può essere vista come un romanzo di cui ignoriamo la trama ma con una sua insindacabile coerenza; come se una forza esterna avesse in mente un progetto su di noi e le cosiddette “coincidenze” ci aiutassero a coglierne la totalità dietro gli alti e bassi della vita.

Se nulla succede senza una ragione, dovremmo imparare a prestare attenzione a quegli eventi significativi, umili o grandiosi, che possono aprirci nuove prospettive ed indicarci una direzione nuova, più giusta per noi o un momento di svolta nella trama della nostra vita.

La sincronicità ha sempre una rilevanza emotiva assolutamente soggettiva e può aiutarci a far emergere aspetti della nostra storia o angolature del nostro carattere che non abbiamo apprezzato a fondo, a scoprire i nessi fondamentali tra l’intreccio interiore della nostra anima e il mondo attorno a noi. Insomma ci aiuta a renderci conto di chi siamo davvero, al di là di chi crediamo di essere o chi qualcuno ci ha detto che dovremmo essere.

Gli eventi sincronistici allentano il controllo che esercitiamo su noi stessi e risvegliano la capacità di provare emozioni. Ci sorprendono perché mettono a nudo la nostra parte più vera, quella di cui paradossalmente è così facile dimenticarci. Sembrano invitare tutti noi ad usare meno ragione e  più istinto.

Certi eventi accidentali ci lasciano profondamente scossi e ci donano l’impercettibile sensazione di non essere soli perché, come una mano amica, ci riconducono al centro di noi stessi, dove non possiamo che essere perfettamente a nostro agio e domandarci come abbiamo potuto ignorare la trama così coerente della nostra esistenza.

Forse ci rammentano che, al di là della sequenza dei giorni, possiamo affidarci a un fluire circolare che ci immette in un universo di vita.

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fiammaorsi@gmail.com

Fiamma Orsi è nata a Milano nel 1969 e si è laureata in lettere moderne all'Università Statale. Ha svolto i lavori più diversi dal catering alla moda, all'editoria e ancora si dibatte nel dilemma tra creatività e senso pratico. Intanto, dal matrimonio con un artista austriaco, sono nati due figli che restano la sua “vocazione” primaria. Ama molto la sua città ma sogna l'isola greca che da anni la ritempra nel corpo e nello spirito. Vegana integrale, cerca di vivere con gratitudine, un passo alla volta, il più possibile all'aperto.

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