La vita vi sembra felice solo in coppia e il vostro cuore (per ora) non palpita? Risollevatevi il morale con tre imperdibili, vi ricorderanno che non tutto è come sembra.

Se non la conoscete A piedi nudi nel parco (1967), titolo originale Barefoot in the park, è una bella commedia girata a New York da Gene Saks, già regista de La strana coppia, con Walter Matthau. Corie e Paul, due poli opposti che si attraggono, sono alle prese con il loro matrimonio che, dopo una sei giorni di ossessiva passione, sembra arrivare al capolinea. Lei è una focosa e un tantino esagitata Jane Fonda, lui un razionale e bello-da-morire Robert Redford. Amore, comicità e personaggi eccentrici addolciscono la trama burrascosa: adorerete Victor Velasco, i suoi chimoni pret-à-porter e le sue cene a base di Ouzo e anguilla e amerete lui, Paul, sexy come mai, a piedi nudi nel parco. Fra liti, incomprensioni e amori inattesi, questo film ci ricorda che

non è mai troppo tardi per lasciarsi andare e meritarsi il meglio,
anche se all’inizio può apparire un tantino insensato
.
Shama Shama, canta Jane Fonda nel film!

 

Se invece in voi alberga un cuore ribelle non potete perdere Revolutionary Road, (2008). La regia di Sam Mendes, premio Oscar con American Beauty, è intensa e sorprendente e l’indirizzo, lo avrete capito, è tutto un programma. Qui non si tratta di litigi da rodaggio coniugale ma di due fragilità intrappolate nella noiosa routine del Connecticut. Dietro a passione, sesso e amore April e Frank (Kate Winstlet e Leo DiCaprio) celano una disperata richiesta di salvezza, lei dalla mediocrità, lui da lei. Coppia apparentemente perfetta – con outfit impeccabili anche nella calura estiva – i due sono profondamente diversi: mentre Frank si cala in una vita ordinaria, April, sensibile e rivoluzionaria, sogna di trasferirsi a Parigi per sottrarsi al bigottismo americano anni cinquanta. Forse all’inizio lei vi sembrerà una folle ma alla fine le darete ragione,

perché i desideri appartengono prima di tutto a noi stessi, single o in coppia non importa, se urlano vanno ascoltati.

 

L’ultima pellicola è di Woody Allen, si tratta di Match Point (2005), girato in una Londra altolocata, set alquanto insolito per il regista, notoriamente affezionato a Manhattan. Fra campi da tennis, Jaguar e champagne, un uomo scivola senza meritarlo in una vita perfetta ma resta intrappolato in una ingombrante relazione passionale che ne minaccia la stabilità. Una trama semplice ma geniale in cui il destino gioca sporco e di più non si può svelare. Visivamente bello, merita una nota anche la musica, tratta quasi interamente da un disco di vinile contenente arie cantate dal tenore italiano Enrico Caruso. Oltre la suspance consiglio di godervi la sensualità di Jonathan Rhys Meyers e Scarlett Johansson nella scena del campo di grano, dove sotto una scrosciante pioggia estiva, incuranti delle spighe nella schiena, i due si abbandonano a una impellente e infuocata passione. 

Un thriller sulla casualità della fortuna con un finale che vi lascerà con il fiato sospeso. Quanto può costare salvare l’apparenza?

A presto con altre pellicole di cinema therapy.

 

 

Articoli DI:

vale.raffa@libero.it

Valeria, imprenditrice eclettica, si diploma in scenografia teatrale e televisiva all’Accademia di Belle Arti di Brera. Creativa appassionata di cinema e design fonda nel 2009 un’agenzia di branding e comunicazione alla quale dà un nome non a caso cinematografico: Cabiria. Con l’ascendente in bilancia, amante del bello e della natura, crea nel 2019 Amaze Naturally Independent, un brand beauty che rivendica bellezza e indipendenza oltre ogni genere di appartenenza. Con un libro in corso e tanta voglia di scrivere, da sempre crede nel cinema come terapia anche nella vita.

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