Non può esistere tetraggine per chi vive nel grembo della natura e tiene i sensi allenati

scriveva il filosofo e poeta statunitense Henry David Thoreau. Sono davanti al tuo sguardo: un incanto che mi emoziona! Sto sfiorando la tua mano, la bellezza che trasmetti pervade e nutre tutto il mio essere. Che meraviglia!

Una sana e appagante relazione di coppia è fatta anche di momenti in cui non c’è null’altro al mondo, se non lo splendore di lui o lei vicino. Spesso la relazione inizia proprio con brevi intervalli di silenzio e sguardi eloquenti. Talvolta anche senza un contatto fisico. Sentiamo comunque che i nostri sensi ne sono coinvolti.

“Il bello è sempre bizzarro”, affermava Charles Boudelaire. Il “bello”, ciò che ci affascina, può essere qualcosa di strano o perfino indesiderabile per altre persone; non corrisponde ai canoni estetici ricorrenti, presenti nelle riviste patinate. Magari c’è qualche ruga o un irresistibile tic.

__  Apriamoci, togliamo la “maschera”!

Manifestiamo la nostra meraviglia di fronte alla bellezza della persona che abbiamo accanto. Esponiamoci. Con le parole o forse, meglio, solo con la luce di un nostro sguardo che – a sua volta – esprime la bellezza che è in noi. Come in un magico gioco di specchi.

Quando ci apriamo, togliamo la “maschera”, mostriamo la nostra meraviglia (e la gratitudine per il dono che stiamo ricevendo) permettiamo all’altra persona di guardare dentro di noi: un momento fondamentale in una relazione di coppia.

Non è facile togliere la “maschera”, uscire dal nostro ruolo di insegnante, manager, simpaticone, seduttrice, volontario della Onlus, viaggiatrice, ecc. Quando ci apriamo facciamo vedere anche le nostre fragilità, e i numerosi lati che vorremmo nascondere. Poi cosa accadrà? Dobbiamo rischiare.

Quando sentiamo di poterci aprire alla persona amata, e mostriamo di essere dei normali esseri umani, spesso accade che si attenua il “dialogo interiore”, quel chiacchiericcio sempre presente nella nostra mente; in questo modo possiamo “ascoltare” meglio le turbolenze emotive che viviamo in quell’attimo così particolare (ci sarà anche paura, lo mettiamo in conto).

Se siamo in contatto con la nostra capacità di amare, allora possiamo anche mostrarci sensibili. Nel mondo reale non esistono uomini come i personaggi interpretati dal freddo Humphrey Bogart, così come non ci sono donne plastificate e senz’anima come quelle che giravano attorno a Sean Connery – James Bond.    

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abarbangelo@tiscali.it

Giornalista e web writer. Antonio Barbangelo vive e lavora a Milano, ama il mare e i profumi delle colline toscane. Giornalista professionista dal 1989, scrive di economia, marketing, comunicazione, psicologia. Impara il “mestieraccio” parlando di ambiente in una radio privata e collaborando col settimanale Il Mondo (Rizzoli); poi lavora nelle redazioni di GenteMoney, BancaFinanza, ItaliaOggi, L’Impresa. Si è occupato di editing e ghostwriting per banche e compagnie assicurative; nel 2009 ha scritto Pausa Caffè (Egea Editore), un libro sul mondo della distribuzione automatica. Ascolto e curiosità sono i suoi ferri del mestiere preferiti. Negli ultimi anni si è fatto catturare dalla passione per diari e autobiografie, con la complicità del prof. Duccio Demetrio, fondatore della LUA, la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo).

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