Volete “riscaldare” l’ambiente con i ritmi giusti? Il funk riempirà la vostra serata di edonismo e romanticismo

Kamasi Washington – ‘Becoming’ – Young Turks
Il disco contiene le musiche scritte dal poli strumentista afro americano Kamasi Washington per la colonna sonora di “Becoming”,  documentario su Michelle Obama. Un continuo intreccio di jazz e di funk che ci trasporta nei club esotici e sentimentali, dove il suono diventa linguaggio del corpo. Basta chiudere gli occhi e sarà come trovarsi al tavolo di un ‘Cotton Club’ fantastico perfettamente ricostruito nella propria casa

Sunny Side Up’ – Brownswood
Decisamente perfetto per uno sfondo a un incontro dai risvolti culturali, “Sunny Side Up”. È un disco che raccoglie i migliori gruppi funk della scena di Melbourne, Australia. Come dice il titolo, l’album è un omaggio al versante luminoso della vita. Ritmi, assoli, refrain che sono un invito alla pura cultura del più sofisticato edonismo. La scoperta di una realtà poco conosciuta, poi, suscita sempre interesse e ammirazione.

Calibro 35 – Momentum
Dall’Italia una band esclusivamente strumentale che rilegge, ad iniziare dal nome, le atmosfere inquiete del cinema poliziesco di genere degli Anni Settanta, quello così amato e continuamente citato da Quentin Tarantino. I Calibro 35 suonano deliziosamente vintage, accattivanti, tra note incalzanti di vecchi organi, intrecci di chitarra, ritmi che crescono, avvolgono, diventano davvero ipnotici. Dopo poche note il vostro appuntamento si trasformerà in un set alla Blow Up di Michelangelo Antonio. E potrebbe materializzarsi la splendida Veruska

Omar – ‘The Antology’
La voce soul per eccellenza della Londra della “Jazz Renaissance” dei club Anni Novanta, ci regala una antologia doppia che comprende gemme di pura sensualità, come Feeling You, cantata con Stevie Wonder, Treat You con Carol Wheeler e Insatiable con Natasha Watts. Omar ci porta per le vie coloratissime del Carnival caraibico di Notting Hill Gate, a Londra, e ci invita a mettere da parte la normalità per vivere una esperienza “fisica” che vorremmo durasse all’infinito

Gil Scott-Heron – “We’re New Again”
Uno dei grandi protagonisti della black music, ritorna con la rilettura di uno dei suoi album più celebri, “I’m New Here”, da parte del musicista Makaya McCraven, una delle voci più originali del jazz moderno. Tra campionamenti delle composizioni originali e nuove interpretazioni, questo disco è un omaggio alla creatività di Gil Scott-Heron che fa sognare avventure in una giungla urbana, cullandoci con i suoni “afro” della Blaxploitation. Come essere nella Los Angeles vistosa e coloratissima degli Anni Settanta.

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pieropacoda@gmail.com

Critico musicale e saggista di occupa di linguaggi e culture giovanili con una attenzione particolare per la musica e gli stili di vita, Intorno a questo gravitano i suoi libri, da ‘Sulle rotte del rave’ (Feltrinelli) a ‘Riviera Club Culture’ (NDA), da ‘Hip hop italiano’ (Einaudi) a ‘Potere alla parola’ (Feltrinelli) e ‘La rivolta dello stile’ ( Alet, con l’antropologo americano Ted Polhemus) Per Touring Editore ha pubblicato ‘Un viaggio a…Ibiza! (2010) Ha scritto la voce ‘Techno’ per l’Enciclopedia generale della musica Einaudi. Tiene regolarmente conferenze sulla relazione tra la musica e le trasformazioni sociali. È l’ideatore e il direttore artistico della rassegna ArtRockMuseum, format di parole e concerti ospitata dal Museo della Città di Bologna. Collabora con Atlante, il magazine della Treccani. Leccese, vive a lavora a Bologna, dove scrive per Il Resto del Carlino

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