Chi non vorrebbe essere felice? Il nuovo libro
Lucia Giovannini “Il permesso di essere felice” (ROI Ed.), è un trattato di spiritualità pratica che ci fa conoscere le “4 droghe della felicità”, ovvero i neurotrasmettitori che la generano e i 12 codici per guarire le memorie emozionali.
L’abbiamo intervistata per farci raccontare meglio il suo libro

Lucia, come si fa ad essere felici?

Premetto che questo nuovo libro è il condensato di quasi trent’anni della mia esperienza nella relazione di aiuto, delle mie conoscenze, dei miei studi e delle mie ricerche nell’ambito della spiritualità, della psicologia del cambiamento, del coaching, della scienza dell’animo umano e soprattutto della mia stessa esperienza di vita.

Contiene 12 temi specifici, 12 codici, 12 passi che ogni essere umano ha bisogno di fare per ritrovare se stesso e la propria felicità.

C’è molta confusione su cosa occorre per essere felice, perché rischiamo di crearci delle aspettative irrealistiche come il mito della famiglia sempre sorridente o la falsa idea che per essere felice occorra essere ricchi, potenti o famosi.

Esiste una seconda via alla felicità, che anziché chiederci cosa ci può dare la vita, ci chiede cosa possiamo noi offrire alla vita, agli altri, al pianeta.

Qual è la seconda via verso la felicità?

Ognuno di noi dovrebbe chiedersi che tipo di eredità vuole lasciare al mondo, dovrebbe dedicarsi a una causa, a una passione, a un progetto importante per dare un senso più profondo alla propria vita.

È una via più spirituale, un processo molto simile al termine che nel buddismo indica la felicità: Sukka, ovvero “benessere che scaturisce da una mente serena, dalla pienezza dell’essere, dalla realizzazione interiore, da una vita piena di significato”.

Vivere una vita piena di significato, sviluppare i nostri talenti e metterli al servizio degli altri è qualcosa che nessuno ci può togliere e che ci porta a un concetto di felicità più stabile e profonda: quella che Martin Seligman, padre della psicologia positiva, ha definito “felicità autentica”.

In che cosa consiste la spiritualità pratica?

L’esperienza spirituale è molto soggettiva e sul termine spiritualità c’è molta confusione.

Può succedere di confondere la spiritualità con la religione e, se siamo stati educati rigidamente a seguirne i precetti, magari ci sentiamo costretti e scappiamo, rifugiandoci nel puro materialismo e abbandonando il nostro percorso spirituale.

Oppure possiamo sentirci attratti da messaggi – spesso amplificati a fini pubblicitari – che intendono la spiritualità come formule esoteriche o figure magiche cui fare riferimento.

Niente di personale contro queste immagini, ma se non vengono combinate con l’auto-consapevolezza rischiano di essere inutili e di rappresentare un palliativo che non ci aiuta ad essere felici e ad affrontare al meglio le sfide di ogni giorno.

Limitare il percorso spirituale a questo sarebbe un po’ come mettere un cerotto su una ferita che invece chiede di essere ben disinfettata o magari prenderci cura di un albero dalle foglie, senza curare le radici.

Come affermava lo psicoanalista Carl Gustav Jung: “Non si diventa illuminati immaginando figure di luce, bensì portando luce alla nostra ombra”.

C’è un modo per capire se stiamo percorrendo tutti i giorni la strada verso la felicità?

Nel mio lavoro ho sentito il bisogno di portare un nuovo approccio, quello della spiritualità pratica, che ci guida a portare sacralità ai nostri pensieri e alle nostre azioni quotidiane. In questo modo la nostra vita normale sarà piena di gioia, passione e gratitudine.

Come capire se la stiamo praticando correttamente e se ha effetto su di noi è uno dei temi principali del mio libro.

Quattro capitoli per le “4 droghe della felicità”: dopamina, adrenalina, serotonina e ossitocina. A che scopo?

Ognuno di noi può conoscere come funzionano, scoprire come agiscono e cosa le innesca, per attivarle consapevolmente e autonomamente nella nostra vita.

Questo, assieme al percorso di spiritualità pratica e ai 12 codici, getta le basi della felicità piena, quella autentica che sappiamo può durare per tutta la vita, perché parte da noi stessi.

“Il permesso di essere felice” è disponibile sia su Amazon.it sia sul Giardino dei Libri, lo potete trovare cliccando qui

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mo.melotti@libero.it

Monica è una giornalista e scrittrice. Ha pubblicato due romanzi “Voglia di gioia, suggerimenti per vivere al meglio la Terza età” (ed. FrancoAngeli) e “Melatonina, vecchia sostanza dai nuovi poteri” (Ed. Marsilio). Ha collaborato con periodici a diffusione nazionale, occupandosi principalmente di salute. Circa 15 anni fa ha iniziato a scrivere di bellezza e medicina estetica per importanti testate sia cartacee sia on line e ha scoperto un mondo fantastico, in continua evoluzione. E’ molto esperta di fragranze: “il profumo è l’effimero specchio della variegata trama delle sensazioni e dei sentimenti dell’anima, un alone di mistero che ognuno di noi interpreta a suo modo”

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