L’approccio ai tempi del coronavirus è possibile? Certo che sì, sia pur rispettando le misure di sicurezza, come la distanza a un metro, e le disposizioni restrittive in atto.

Prendiamo le ultime restrizioni del governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ancora più stringenti, che limitano la passeggiata nei pressi della propria abitazione. Nella propria zona è possibile incrociare un piccolo “mondo”: ragazze sole con il cagnolino, donne che tornano da sole con la spesa, e chi, magari ha appena finito di lavorare. Com’è capitato a me in questi giorni di fine marzo.

L’approccio a distanza è doveroso, perché Milano, dall’isolamento forzato è diventato un piccolo paese, dove quei pochi che girano per necessità ora si salutano, se vogliono, e non s’ignorano più come prima, quando tutto era normale e frenetico.

L’altro giorno, sempre nei paraggi di casa, a Milano sud, stavo tornando dal lavoro (sono impegnato come giornalista a raccogliere opinioni sulla situazione attuale sulle prospettive di ripresa)  ed era ormai vietato fare sport all’aperto, quando ho incrociato una splendida ragazza in tutta da ginnastica. “Perché non ti hanno fermata”? le ho chiesto. E lei: “Forse perché sono bionda e bella”. Insomma, il restringimento delle libertà individuali può essere usato oggi come un pretesto di una battuta.

E così, la stessa sera, ho incrociato a pochi metri da casa una splendida infermiera d’origine russa che – ahimé – lavora in una casa di riposo al Corvetto.
Prima del coronavirus non si sarebbe nemmeno fermata, credetemi, invece abbiamo comunicato a distanza e le ho anche passato il mio biglietto da visita allungando il braccio verso di lei. Al contempo ho fotografato il suo contatto su Instagram.

Mi ero appena riavviato verso casa, che ho subito visto un’altra bella ragazza bionda con un cane di piccola taglia. Mi ha detto che esce sempre verso le 18, 18.30 e abbiamo scambiato due parole. Non mi fermerò qui. Voglio sfruttare questo momento difficile e convertirlo in qualcosa di positivo. C’è voglia di confronto e conforto, di dialogo, e Milano è diventato un piccolo borgo adesso. Se prima fuggivano tutti di corsa, ora il ritmo slow ha cambiato anche le reazioni quotidiane.

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aleluongo@tiscali.it

Alessandro Luongo è nato a Taranto il 12 luglio 1962. Si laurea in Filosofia con orientamento psicologico alla Statale di Milano, dove inizia a tracciare la sua teoria del "pensiero motorio". Lavora come giornalista per i principali gruppi editoriali nazionali (Rizzoli, Mondadori), scrive in particolare per il Corriere della Sera e vanta un'esperienza come autore televisivo in due produzione Rai2, di cui una realizzata in Arizona, nel 2006. E’ single, ma spera di trovare l’anima gemella con Coppiaperfetta.it.

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