Desiderate creare una nutriente relazione di coppia, ma pensate che sia troppo tardi perché avete superato i 50? O siete arrivati molto oltre? Un tempo dopo i 50 o i 60 anni cominciava il depotenziamento dell’adulto; oggi la longevità e i cambiamenti degli stili di vita hanno reso questa visione un po’ obsoleta.

Come fare per mettersi in gioco in età matura? Lo abbiamo chiesto a Lucrezia Paci, counselor bioenergetico, laureanda in psicologia clinica. Paci si è occupata di scrittura d’autore, legata alle tematiche relazionali e sentimentali, collaborando con diverse realtà editoriali.

__ Oltre i 50 anni è tardi per cercare l’amore?
Dopo i 50 anni abbiamo alcune risorse che erano meno presenti a 30 anni. Abbiamo le idee più chiare; molto spesso più stabilità emotiva. Conosciamo meglio noi stessi e il mondo.

__ Charles Baudelaire ha scritto: “Non si è vecchi fin quando si ha voglia di sedurre e di essere sedotti”. E’ d’accordo?
Con i capelli bianchi e qualche ruga si ha un fascino diverso rispetto a quello degli anni verdi, ma si può certamente avere charme e sedurre. Anche dal punto di vista fisico, perché spesso sono stati accettati anche i tratti che da giovani venivano considerati “difetti”. Con l’età matura abbiamo imparato a valorizzarci, siamo più sicuri di noi stessi. E’ più potente nella persona il concetto di “presenza”. Quanto più una persona è sicura di sé, è “presente”, si è accettata, tanto più piace e può attrarre gli altri.

__ Quali sono gli aspetti del potenziale partner a cui porre maggiore attenzione?
Se desideriamo una relazione stabile, la complicità intellettuale, psicologica è il primo aspetto da considerare. Dopo i 50 anni a livello di struttura siamo già formati. In genere non perdiamo tempo con chi non è, in qualche misura, sintonizzato con noi. Cerchiamo delle affinità; prima di tutto qualcuno che possa capirci e con cui stare bene.

__ E la convivenza?
Prima è importante conoscersi bene e capire se ci sono affinità. Poi può arrivare la convivenza, ma non è il primo obiettivo nell’età matura.

Lucrezia Paci

__ Quali sono gli errori da non fare?
Prima di tutto non si deve partire con l’obiettivo di trovare un compagno o una compagna con cui passare la seconda parte della vita, come una sorta di “bastone della vecchiaia”.
Cioè cercare qualcuno per paura della solitudine, per colmare un “vuoto”.

__ Cosa accade quando lei o lui è molto più giovane?
Prendiamo il caso di una differenza di circa 20 anni in una coppia 30 – 50. Chi è più grande deve tenere conto che una persona di 30 anni ha molta più energia; il rischio è che i bisogni potrebbero non collimare. La proposta di una vacanza a Cuba o di un’esperienza di trekking in montagna, per esempio, potrebbe non trovare l’accordo nella coppia. Occorre, quindi, sensibilità e ascolto; ma anche una buona dose di consapevolezza prima di iniziare la relazione.

__E se l’età è più avanzata?
Teniamo sempre conto di quanto siano importanti le affinità e le complicità, anche se le fasce di età sono più elevate. Bisogna sapere – già all’inizio della relazione – che ci saranno dei compromessi che potrebbero limitare i bisogni di entrambi.

___ Fino a che punto ascoltare i consigli di amici e parenti?
A volte gli amici e i parenti tendono a essere “protettivi” e potrebbero costituire un freno. Proprio in una fase della vita in cui ciascuno di noi può crescere e stare bene in una relazione nutriente. La scelta dovrà poi sempre essere nostra. Credo nelle connessioni, nell’intelligenza del cuore e nei segnali del corpo; e credo che la sensibilità sia un dono e l’intuizione la forma più sottile di apprendimento.

www.lucreziapaci.it
lucrezia@outlook.com

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abarbangelo@tiscali.it

Giornalista e web writer. Antonio Barbangelo vive e lavora a Milano, ama il mare e i profumi delle colline toscane. Giornalista professionista dal 1989, scrive di economia, marketing, comunicazione, psicologia. Impara il “mestieraccio” parlando di ambiente in una radio privata e collaborando col settimanale Il Mondo (Rizzoli); poi lavora nelle redazioni di GenteMoney, BancaFinanza, ItaliaOggi, L’Impresa. Si è occupato di editing e ghostwriting per banche e compagnie assicurative; nel 2009 ha scritto Pausa Caffè (Egea Editore), un libro sul mondo della distribuzione automatica. Ascolto e curiosità sono i suoi ferri del mestiere preferiti. Negli ultimi anni si è fatto catturare dalla passione per diari e autobiografie, con la complicità del prof. Duccio Demetrio, fondatore della LUA, la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo).

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