Ancora qualche giorno e anche i barbieri riapriranno. Nell’attesa Emanuele Giannini c spiega come si può provvedere a qualche piccolo ritocco utilizzando un kit composto da forbici, spazzola e… olio di oliva

Tempi duri per chi ha scelto la barba come arma di seduzione di massa. Non quella incolta dei figli dei fiori anni Settanta, libera di crescere senza limiti e costrizioni, esattamente come i capelli, ma quella del ventunesimo secolo. Una barba nata come complemento di un abbigliamento ricercato, da coccolare e da affidare a mani esperte, esattamente come un giardino all’italiana.

Due mesi con i barbieri di fiducia chiusi, inseriti nella lista degli ultimi che potranno riprendere l’attività, hanno lasciato il segno. Se la reclusione metteva tutti sullo stesso piano, ora che le maglie si stanno allentando il disagio per chi conta su una barba perfetta per fare conquiste si fa sentire. Senza dimenticare che prima di poter ottenere un appuntamento potrebbero trascorrere altri 15 giorni. Almeno.

«Un tempo che consente di fare qualche tentativo di manutenzione “fai da te”, con l’obiettivo di apparire più ordinati, ma facendo attenzione a non combinare guai. Se si volevano fare esperimenti, seguire tutorial online, con il rischio di rovinare un taglio coltivato per anni, bisognava farlo ai primi di marzo. Quando il tempo avrebbe potuto sanare tutto, o quasi».

A parlare è Emanuele Giannini, business development manager di Bullfrog, la catena di barber shop nata a Milano nel 2013, che oggi comprende quattro negozi nel capoluogo lombardo, oltre agli atelier di Roma, Genova, Erba, Varese, Torino, Monza, Zurigo e Monaco. Locali nei quali l’impostazione all’americana si fonde con la solida scuola della rasatura all’italiana, che sono anche i centri di ricerca e sviluppo di prodotti per la cura della barba.

«Quello che si può fare è sistemare le zone che, se trascurate, danno un senso di disordine. Ritoccare i baffi e i contorni, sul collo e sul viso, è possibile, ma servono un paio di utensili. E soprattutto bisogna evitare di intervenire sul volume, perché lì non si può improvvisare. Serve innanzitutto un paio di forbici da barba, che sono simili a quelle per unghie, ma hanno lame dritte e un po’ più lunghe. Con queste e un po’ di pazienza, davanti a uno specchio ben illuminato si possono tagliare accuratamente i peli che scendono sulle labbra. Non è difficile».

«Un secondo accessorio – prosegue Emanuele – è la spazzola. Anche questa deve essere specifica ed è preziosa per dare il corretto orientamento ai peli, senza dimenticare che usarla provoca piacere vero. Quasi un surrogato erotico. Poi si passa a regolare i contorni, e per farlo si può usare un rasoio usa e getta. Vanno però evitati i multilama, meglio preferire i più economici con una sola lama, che risultano più precisi. La parte deve essere preparata usando, se possibile, un prodotto specifico. In caso contrario si può cercare nei cassetti di casa: si può utilizzare un gel per barba che non generi schiuma, oppure del sapone liquido, ma può andare benissimo anche dell’olio di oliva».

Questi sono i semplici gesti che possono aiutare a superare gli ultimi giorni di emergenza e non presentarsi a un appuntamento come Tom Hanks in versione naufrago di Cast Away. Intanto si potranno dedicare i giorni che separano dall’altro appuntamento, quello con il barbiere, a immaginare eventuali modifiche. Che saranno inevitabili, almeno per qualche mese, ricorda il manager di Bullfrog, perché la convivenza con la mascherina suggerirà barbe meno voluminose.

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valerioboni@coppiaperfetta.it

Sempre in moto, nel senso di movimento ma anche di veicolo motorizzato a due ruote, dal 1977. In oltre 40 anni ha percorso più volte il giro del mondo per provare tutto quanto abbia le ruote e/o un motore, per raccontarlo ai lettori delle riviste per cui lavora. Nonostante abbia superato la soglia dei 60 anni ha sempre il passaporto e uno zaino pronti per ogni evenienza, che puntualmente si verifica, sotto forma di inviti, più o meno convenzionali. Ha iniziato a lavorare con macchine da scrivere e telex, ma ha saputo surfare l’onda della tecnologia, prima da giovane freelance, poi da giornalista professionista nella redazione di un grande editore, e da cinque anni nuovamente libero, anche se non più teenager. La passione di Valerio sono le moto, non importa di quale cilindrata, da 50 a 1.800 cc, tuttavia per lavoro (e per piacere) guida tutte le auto più nuove appena escono. Senza trascurare biciclette, e-bike, quad, jetsky, camion, trattori, kart, motoscafi e (perché no?) bob e...

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