La saletta esterna dell’Antica Osteria di Ronchettino, alla periferia sud di Milano, è stata studiata appositamente per le coppie. Dal sapore retro è ricavata in una corte. Entrando qui si respira davvero la storia di Milano. L’ambiente caldo e accogliente, è caratterizzato da mattoni a vista e stufe a legna, mobili d’epoca e arredi antichi. Nel salone principale spicca alle pareti una collezione di locandine autografate della Scala di Milano: appartenevano al nonno della titolare Patrizia, Piero Meazza, grande appassionato di opera lirica e, all’epoca, loggionista del massimo teatro cittadino. La sua grande passione per la musica si riflette anche in una straordinaria raccolta di antichi vinili.

La cascina, per una superficie complessiva di 1.200 metri quadrati, è composta di due ali, una con spazi più ampi, i cui interni, si sviluppano in tre sale, per un totale di massimo 110 coperti, e l’altra con spazi più contenuti, in un saliscendi di salette più intime dal sapore “shabby chic”, per altri 80 coperti.

In definitiva un locale modulare in grado di accogliere grandi tavolate così come coppie alla ricerca di un angolo di riservatezza. È presente difatti un’ampia zona esterna, aperta dalla primavera, composta da una corte dal sapore retrò (massimo 60 posti) e da un giardino che può contenere un centinaio di persone.

Dal 2001 qui è interpretata la milanese a tavola, attraverso una cucina tradizionale, semplice e mai banale, trasmessa di generazione in generazione e caratterizzata da ricette custodite gelosamente e tramandate di madre in figlia.

Colonna portante dell’attività imprenditoriale è Patrizia Meazza, anima del ristorante e attento supervisore della proposta gastronomica. Ad affiancarla i due figli, Alessia e Francesco Angelillo, che da qualche anno hanno deciso di impegnarsi più attivamente nella gestione mantenendone la forte connotazione di milanesità, ma con un taglio più giovanile sul menu e carta dei vini.

L’offerta gastronomica prevede una parte fissa, stagionale, che cambia ogni quattro mesi e punta sulla storicità della cucina milanese, interpretando le tipiche ricette della tradizione tramandate di madre in figlia e rese ancora più gustose da una serie di accorgimenti segreti.

Tutto è rigorosamente fatto in casa. Tra i piatti ‘firmati’ si distinguono: il risotto con ossobuco di vitello in gremolada; la cotoletta, esclusivamente di vitello pregiato, nella duplice versione “Orecchia d’Elefante” o “Imperiale”, la più grande di Milano, del peso di circa 2 kg, ideale quindi per quattro persone, porzionata direttamente al tavolo come se fosse un pesce; infine il fritto misto, comprendente animelle, cervella e mondeghili, fritti in burro chiarificato e, più piccoli rispetto a quelli della tradizione, ma notevolmente più morbidi, cremosi e succulenti.

I piatti iconici sono quindi affiancati da alcune proposte “fuori menu” – ribattezzate Fuori Milano – realizzate con prodotti freschi scelti dallo chef romagnolo Federico Sisti sulla base della periodicità del mercato oltre che della sua formazione e del suo estro creativo. In sala a “coccolare” gli ospiti ci pensano invece Diego Ramponi, maître di lungo corso, e Diego Laguzzi, sommelier e formatore ONAV, pronto a suggerire la bottiglia più adatta in una “divertente” selezione al bicchiere.

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aleluongo@tiscali.it

Alessandro Luongo è nato a Taranto il 12 luglio 1962. Si laurea in Filosofia con orientamento psicologico alla Statale di Milano, dove inizia a tracciare la sua teoria del "pensiero motorio". Lavora come giornalista per i principali gruppi editoriali nazionali (Rizzoli, Mondadori), scrive in particolare per il Corriere della Sera e vanta un'esperienza come autore televisivo in due produzione Rai2, di cui una realizzata in Arizona, nel 2006. E’ single, ma spera di trovare l’anima gemella con Coppiaperfetta.it.

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