È romantica e nostalgica, moderna e tradizionale. Sulla sponda destra dell’ampio estuario del fiume Tago, Lisbona, adagiata su colline mozzafiato, vanta una situazione geografica fuori del comune, alla quale deve il suo destino di città cosmopolita. Fra le poche capitali europee fluviali e marittime, da sempre accoglie innumerevoli arrivi e altrettante partenze.
La sua posizione è uno dei motivi validi per visitarla tutto l’anno, oltre alla ricca offerta artistico-culturale, gastronomica e d’intrattenimento notturno. E poi la sua luce eccezionale che ha affascinato scrittori, fotografi e cineasti.
Gli edifici dai colori chiari abbarbicati sulle colline e sulle stradine tortuose dei quartieri antichi regalano alla capitale europea la tipica atmosfera di città di transizione fra il nord europeo e il sud mediterraneo.
Ecco dieci buoni motivi per andare a visitarla. La catena alberghiera Heritage (www.heritage.pt), fra l’altro, con i suoi cinque hotel nella città lusitana, permette di soggiornare in strutture di design contemporaneo o in boutique hotel romantici.

Lisboa antigua e il tram 28
Per immergersi subito nell’atmosfera giusta da vero visitatore, bisogna salire a bordo del tram eléctrico giallo n. 28, che parte da Largo Martim Moniz o dalla Baixa, e percorre un itinerario fantastico evitando al turista faticose camminate in salita. I quartieri storici del centro città da non mancare sono il Bairro Alto, con i suoi negozi di vestiti e design; il Chiado, punto d’incontro per intellettuali e artisti (la Brasileira era il bar preferito del grande scrittore Pessoa, davanti al quale è stata collocata la sua statua di bronzo); la Baixa, tradizionale centro commerciale della città.

Lisbona contemporanea
Già ogni stazione della metropolitana di Lisbona è un gioiello di arte contemporanea, con murales e piastrelle multicolori. Alla Stazione d’Oriente ci si trova davanti a un capolavoro di Santiago Calatrava, una foresta di pilastri candidi. Arrivati al Parque das Naçoes, quartiere che ospitava l’Expo, ecco il Padiglione portoghese di Alvaro Siza, l’avveniristico ponte Vasco da Gama (che con un salto di 17 chilometri, unisce le due sponde del Tago) che dà l’impressione di stare sospesi sul mare, e, soprattutto, l’Oceanario, l’acquario oceanografico più grande d’Europa. La Fábrica Braço de Prata è un esempio delle trasformazioni in atto. Un tempo stabilimento per la produzione di armi, è stato trasformato da un ambizioso progetto in un centro culturale all’avanguardia, con sale da concerto, cinema, libreria, un ristorante e svariati bar.

Il quartiere di Belém
Belém è il luogo sull’estuario del Tago da cui Vasco da Gama salpò l’8 luglio 1497 per la spedizione durante la quale scoprì le Indie. Al suo ritorno il re, Dom Manuel I, ordinò vi fosse costruito un monastero. Ora il Monastero dos Jerónimos e la vicina Torre di Belém sono due dei monumenti più importanti di Lisbona, gli esempi più riusciti del manuelino, lo stile architettonico portoghese del periodo gotico – rinascimentale, dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Nel quartiere di Belém si trova anche il Centro culturale, progettato dall’architetto italiano Vittorio Gregotti, che comprende al suo interno il Museo Berardo di arte moderna e contemporanea, di recente inaugurazione, dove sono esposte le opere d’arte del XX e XXI secolo, da Picasso a Moore, collezionate dall’imprenditore portoghese José Berardo.

Leggende e misteri di Lisbona
Il tour dei misteri e delle leggende di Lisbona racconta di Ulisse, il fondatore di Lisbona, di San Vincenzo e i corvi, dei giovani martiri, degli autos da fé dell’Inquisizione, del “Passarola”, la macchina volante di Padre Gusmão, dell’assassinio della famiglia Tavora, del Marchese di Pombal (un angelo o un demonio?) e della “fantasia massonica” dell’architettura del centro città.

Il fado e la saudade
Questo canto struggente e malinconico, reso famoso nel mondo dalla cantante Amalia Rodrigues, si può ascoltare ancora all’Alfama, l’antico quartiere arabo. Nel dedalo di vicoli e viuzze risuonano spesso le sue note ed è facile scoprire qualche minuscola tasca o casas do fado, le trattorie dove si gustano tipici piatti e si assiste agli spettacoli di canto. I suoi temi sono legati all’emigrazione e alla vita dei quartieri popolari. Insieme al fado, la saudade è il simbolo del Portogallo. Saudade è uno stato d’animo, un sentimento originario della cultura lusitana. Significa solitudine, o è traducibile comunque in un sentimento misto tra passato e presente, che non evoca solo la nostalgia, ma anche la speranza nel futuro che verrà.

Gastronomia e bacalhau
I lisboeti hanno un vero culto per il baccalà e secondo la tradizione popolare ci sono 366 modi diversi di cucinarlo, una per ogni giorno dell’anno. Fantastici anche i crostacei e i frutti di mare pescati nelle acque dell’Atlantico, che si possono gustare nelle “marischerie”. Tipiche sono pure le sardine asade, cioè alla griglia.
Tra i piatti di carne lo stufato alla portoghese e la zuppa nazionale per eccellenza, ilcaldo verde”, fatta con cavoli e salsiccia. La “pastella de leite” è un delizioso dolcetto al latte tipico. Supremi i vini rossi del Douro e dell’Alentejo, infine gli ottimi Porto e Madeira, l’Amarguinha, fatto con mandorle amare, e la “ginjinha”, un liquore alle ciliegie dolce e forte.

Ristoranti e locali di moda
Eleven, con una vista superba, è il primo ristorante che si è guadagnato con lo chef Joachim Koerper una stella Michelin a Lisbona, ma stanno emergendo anche Fausto Airoldi del Casinò di Lisbona, Bertilio Gomes del Virgula, Augusto Gemelli dell’omonimo ristorante e Victor Sobral del Terriero di Paco. Per i locali più di moda gli indirizzi trendy sono il Bairro Alto e le Docas, i vecchi magazzini portuali lungo il Tago, del tutto trasformati negli ultimi anni. La discoteca più in voga tra i giovani? Senz’altro il Lux, in un magazzino del porto, di proprietà dell’attore John Malkovich, che ha aperto anche il vicino ristorante Bica do Sapato.

Il Tago
Lisbona si trova sul fiume Tejo, Tago in italiano, il più esteso e della penisola iberica, che proprio a Lisbona sfocia imponente nell’oceano Atlantico. A un passo dal Tago, accanto al National Art Museum, si trova l’hotel As Janelas Verdes (ossia “finestre verdi”), ubicato in un piccolo palazzo di fine Ottocento, che offre un’atmosfera romantica e accogliente. Tutte le camere sono soleggiate, e in primavera la giornata inizia con un meraviglioso breakfast servito nel giardino, dove godersi la tranquillità della Lisbona di un tempo.

L’Avenida da Liberdade
È il principale viale al centro della città, dove si allineano i negozi degli stilisti internazionali. L’Avenida da Liberdade scende verso il Rossio, la Praça do Commercio, il Tago, a due passi dalla funicolare che porta al Chiado e al Bairro Alto e dal quale si gode uno dei più bei panorami della città. Su questo viale principale si trova l’Hotel Heritage Av. Liberdade aperto nel 2006, progettato dal famoso architetto portoghese Miguel Câncio Martins, autore anche del Pacha Club di Marrakesh e del Buddha Bar a Parigi.
A pochi metri, L’Hotel Britania, ubicato in un palazzo progettato negli anni Quaranta dal famoso progettista portoghese Cassiano Branco, è stato di recente restaurato valorizzando il suo stile originale Art Deco. Le camere sono spaziose e dai colori caldi, arredate con splendidi mobili classici; i bagni, originali, sono in marmo, restaurati fin nel minimo dettaglio. A due passi da Avenida da Liberdade, l’Hotel Lisboa Plaza è un “classico” tra i migliori hotel della capitale portoghese. Aperto all’inizio degli anni Cinquanta, è stato concepito dal suo progettista creando un’atmosfera informale ma di buon gusto, che aiuta a sentirsi a proprio agio.

Il Castelo de São Jorge
Per finire il tour, una breve passeggiata in salita porta all’imponente castello di Lisbona, da dove si ammirano panorami mozzafiato sulla città e sul Tago. Del castello di San Giorgio non è rimasto molto in realtà. Iniziato dai visigoti nel V secolo, poi fortificato dai mori, saccheggiato dai cristiani, fu trasformato in palazzo reale e abbandonato nel Seicento.

L’Hotel Solar do Castelo è una bella casa signorile costruita durante la seconda metà del XVIII secolo all’interno delle mura sul terreno dove un tempo sorgevano le ex cucine del Palazzo Alcacova. Ecco perché è ancora conosciuto con il nome di Palacete das Cozinhas (“Palazzo della Cucina”). La struttura unisce elementi dello stile razionalista di Pombal con altri che esprimono maggiore libertà, con un risultato dai toni romantici.

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aleluongo@tiscali.it

Alessandro Luongo è nato a Taranto il 12 luglio 1962. Si laurea in Filosofia con orientamento psicologico alla Statale di Milano, dove inizia a tracciare la sua teoria del "pensiero motorio". Lavora come giornalista per i principali gruppi editoriali nazionali (Rizzoli, Mondadori), scrive in particolare per il Corriere della Sera e vanta un'esperienza come autore televisivo in due produzione Rai2, di cui una realizzata in Arizona, nel 2006. E’ single, ma spera di trovare l’anima gemella con Coppiaperfetta.it.

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